Il successo di Pasotti ha però portato con sé alcune sfide. “Oggi lavoro per grandi aziende globali e per piccole realtà locali”, spiega. “Ma ricevo molte più richieste di quante ne abbia mai avute. La sostenibilità e la sicurezza sono due grandi questioni”.
Dal punto di vista della sostenibilità, Pasotti affronta la necessità di utilizzare meno plastica, ridurre il peso e il volume complessivo dei giocattoli in modo da utilizzare meno materiale, ottimizzare i progetti così da ridurre gli sprechi. “I miei clienti cercano qualcosa in più anche in termini di sicurezza”, spiega Pasotti. “I requisiti normativi sono innumerevoli e influiscono sull’ergonomia del prodotto”.
Ma anche la giocabilità è importante. “Un buon giocattolo è un prodotto sicuro, ma deve anche avere un’eccellente giocabilità”, afferma. “Questo significa che deve avere più funzioni, essere divertente e, nel caso di un personaggio, deve ed esprimere un grande valore emozionale. Potrà sembrare divertente, ma trovo che sia importante giocare con oggetti dello stesso tipo prima di iniziare a progettarne uno nuovo: stimola la mia immaginazione e mi aiuta a creare un design migliore”.
Oltre alle sfide di progettazione, Pasotti deve affrontare anche i numerosi cambiamenti richiesti dai clienti. “Un prodotto in genere passa attraverso un gran numero di iterazioni prima dell’approvazione del progetto finale”, spiega. “Le modifiche e gli aggiornamenti sono sempre molto complessi”.
Rispondere a queste richieste stava diventando sempre più difficile.
“Per soddisfare tutti i requisiti, dovevo utilizzare molte soluzioni software diverse e spesso avevo problemi di integrazione durante l’esportazione e l’importazione dei progetti, un’operazione che dovevo ripetere più volte quando lavoravo su iterazioni di nuovi prodotti”, racconta Pasotti. “Il tracciamento delle modifiche era estremamente difficile in questo tipo di ambiente in silo: avevo continue difficoltà nel gestire i flussi di lavoro discontinui e le perdite di dati. Mi sono reso conto che il processo era troppo dispendioso in termini di tempo e incredibilmente inefficiente”.
“Per soddisfare tutti i requisiti, dovevo utilizzare molte soluzioni software diverse e spesso avevo problemi di integrazione durante l’esportazione e l’importazione dei file, un’operazione che dovevo ripetere più volte quando lavoravo su iterazioni di nuovi prodotti”, racconta Pasotti. “La gestione delle modifiche era estremamente difficile in questo modo: avevo continue difficoltà nel gestire i flussi di lavoro discontinui con il rischio di perdite di dati. Mi sono reso conto che il processo era troppo dispendioso in termini di tempo e incredibilmente inefficiente”.
Alessandro ricercava una soluzione unificata che gli consentisse di accedere a tutti gli strumenti necessari all’interno della stessa piattaforma. “Volevo una metodologia migliore per concepire, disegnare e progettare un prodotto”, spiega. “Doveva essere pensata per garantire il perfetto mix tra il lato creativo e quello ingegneristico del prodotto stesso”.